Tema

Licenziamento

Le decisioni sul recesso del datore di lavoro: giusta causa, giustificato motivo, tutele applicabili, impugnazione e decadenza.

Quadro aggiornato

Decisioni censite

31

Ultimo aggiornamento

7 Novembre 2026

Edizioni del Labour Index

5

Il licenziamento è l'atto con cui il datore di lavoro recede dal rapporto, e resta il tema su cui si concentra la maggior parte del contenzioso di lavoro. La disciplina si regge su pochi testi: gli artt. 2118 e 2119 del codice civile (recesso con preavviso e giusta causa), la legge n. 604 del 1966 (giustificato motivo, forma scritta, termini di impugnazione), l'art. 18 dello Statuto dei lavoratori nella versione riscritta dalla legge n. 92 del 2012 e il d.lgs. n. 23 del 2015 sul contratto a tutele crescenti, che si applica agli assunti dal 7 marzo 2015. Il giudice verifica prima di tutto che il recesso sia stato comunicato per iscritto con i motivi, poi che il motivo dichiarato esista e sia proporzionato, infine quale tutela spetti se il licenziamento è illegittimo.

Le decisioni schedate in questa pagina seguono tre linee ricorrenti. La prima riguarda la prova del motivo: nel licenziamento per giustificato motivo oggettivo il datore deve dimostrare la ragione organizzativa, il nesso con la posizione soppressa e l'impossibilità di ricollocare il lavoratore (il cosiddetto repêchage), verificata sulle mansioni effettivamente svolte e non su quelle solo formalmente attribuite. La seconda riguarda il licenziamento disciplinare: la condotta contestata va letta alla luce delle previsioni del contratto collettivo e, se per quel fatto il contratto prevede solo una sanzione conservativa, il licenziamento è sproporzionato e scatta la reintegrazione anche nel regime delle tutele crescenti. La terza riguarda gli effetti del licenziamento sul rapporto: che cosa accade alle retribuzioni maturate durante una reintegrazione poi riformata in appello, se spetta la NASpI dopo l'ordine di reintegra, se il datore può intimare un secondo licenziamento per un motivo diverso mentre pende il giudizio sul primo.

Un punto che le schede ricordano spesso è la decadenza: il licenziamento va impugnato con atto scritto entro 60 giorni dalla comunicazione e, nei 180 giorni successivi, occorre depositare il ricorso o avviare un tentativo di conciliazione o arbitrato (art. 6 della legge n. 604 del 1966). Il termine vale anche quando si sostiene che il licenziamento sia nullo o che il rapporto, formalmente autonomo, fosse in realtà subordinato: in quel caso la decadenza si applica all'atto scritto che pone fine al rapporto, anche se il committente non lo chiama licenziamento.

Le schede riportano estremi, massima, esito e fonte primaria di ciascuna decisione; le edizioni del Labour Index che trattano il tema ne danno la lettura d'insieme. Le pagine di approfondimento collegate spiegano come lo Studio assiste lavoratori e imprese nei licenziamenti individuali.

Ultime decisioni della Cassazione

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Qui le decisioni sono in pillole: estremi, esito e principio in breve. La scheda completa, con il commento, la questione decisa e il link al provvedimento originale, resta per chi riceve gli aggiornamenti dell'Osservatorio. L'iscrizione è gratuita e apre subito i contenuti su questo browser; una email quando esce un'edizione o una nota, nessun altro uso dell'indirizzo.

Letture interpretative

Riprese dalle edizioni del Labour Index con l'etichetta di forza assegnata nel rapporto.

Possibile trend

Reintegrazione riformata: le retribuzioni del rapporto effettivamente ripristinato non si restituiscono

Le decisioni depositate tra luglio e agosto 2026 convergono nel riconoscere che l'effettiva ripresa dell'attività lavorativa, successiva all'ordine di reintegrazione, impedisce la ripetizione delle somme corrispondenti alla prestazione resa. L'elemento decisivo non è la sola esistenza dell'ordine giudiziale, ma l'effettivo ripristino del rapporto e della prestazione lavorativa. Ne discende una distinzione tra le somme dovute per l'illegittimità del licenziamento, che restano ripetibili se la pronuncia di reintegrazione è riformata, e le retribuzioni maturate dopo l'effettiva ripresa dell'attività, che trovano titolo nel rapporto concretamente ripristinato e non sono ripetibili. L'effetto espansivo esterno della riforma (art. 336, secondo comma, c.p.c.) travolge le conseguenze che dipendono direttamente dalla pronuncia caducata, non gli atti di concreta gestione del rapporto temporaneamente ripristinato: l'effettiva ottemperanza all'ordine di reintegrazione opera quindi come criterio di qualificazione delle somme.

Limiti: Le quattro ordinanze sono state decise nella stessa udienza del 3 giugno 2026 e depositate tra luglio e agosto 2026: la convergenza esprime un indirizzo della stessa sezione in un'unica adunanza e resta un possibile trend finché non trovi conferma in decisioni successive; le affermazioni disponibili non dettagliano le circostanze fattuali di ciascun caso.

Decisioni a sostegno

  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 24474, decisa il 3 giugno 2026, depositata il 5 agosto 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 23919, decisa il 3 giugno 2026, depositata il 23 luglio 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 24131, decisa il 3 giugno 2026, depositata il 27 luglio 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 24033, decisa il 3 giugno 2026, depositata il 25 luglio 2026

Da Capelli Labour Index III trimestre 2026

Segnale interpretativo

Centralità del momento di commissione dell'illecito

La disciplina applicabile al procedimento disciplinare dipende dall'epoca di commissione dell'illecito: le disposizioni del Capo VII del d.lgs. n. 75/2017 si applicano agli illeciti successivi alla sua entrata in vigore, il testo anteriore dell'art. 55-ter agli illeciti precedenti.

Limiti: L'interpretazione deriva da un solo provvedimento e non contiene elementi sul periodo concreto degli illeciti né su ulteriori fattispecie.

Decisioni a sostegno

  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 216, decisa il 4 dicembre 2025, depositata il 4 gennaio 2026

Da Capelli Labour Index I semestre 2026

Segnale interpretativo

Autonomia condizionata del secondo licenziamento

La pronuncia ribadisce una configurazione condizionata del secondo licenziamento: esso può essere fondato su una causa o un motivo autonomo e distinto, ma i suoi effetti operano soltanto nell'ipotesi di invalidità o inefficacia del primo recesso.

Limiti: L'interpretazione si fonda su un'unica pronuncia e non consente valutazioni sulla diffusione dell'orientamento o sulle sue applicazioni in fattispecie differenti.

Decisioni a sostegno

  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza, n. 16224, decisa il 25 marzo 2026, depositata il 25 maggio 2026

Da Capelli Labour Index I semestre 2026

Esiti processuali

Come si sono concluse le decisioni schedate su questo tema. L'esito processuale descrive la sorte del ricorso, non chi ha ragione nel merito. Il corpus dell'Osservatorio non e' un campione rappresentativo della giurisprudenza nazionale: i numeri descrivono le decisioni raccolte e verificate nel periodo, non l'intero contenzioso.

EsitoDecisioniEstremi
rigettato16Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 24371, decisa il 1° luglio 2026, depositata il 1° agosto 2026
Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza, n. 24320, decisa il 16 giugno 2026, depositata il 31 luglio 2026
Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 24033, decisa il 3 giugno 2026, depositata il 25 luglio 2026
Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza, n. 22622, decisa il 16 giugno 2026, depositata il 2 luglio 2026
e altre 12
cassata con rinvio11Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 25687, decisa il 30 giugno 2026, depositata il 22 settembre 2026
Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza, n. 24981, decisa il 28 aprile 2026, depositata il 3 settembre 2026
Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 24131, decisa il 3 giugno 2026, depositata il 27 luglio 2026
Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 23919, decisa il 3 giugno 2026, depositata il 23 luglio 2026
e altre 7
accolto2Corte costituzionale, sentenza, n. 174, decisa il 6 luglio 2026, depositata il 22 ottobre 2026
Corte costituzionale, sentenza, n. 118, decisa il 23 giugno 2025, depositata il 21 luglio 2025
inammissibile1Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 23749, decisa il 30 giugno 2026, depositata il 21 luglio 2026
non determinabile1Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 14280, decisa il 11 marzo 2026, depositata il 14 maggio 2026

Edizioni che trattano il tema

Tutte le decisioni schedate

Qui le decisioni sono in pillole: estremi, esito e principio in breve. La scheda completa, con il commento, la questione decisa e il link al provvedimento originale, resta per chi riceve gli aggiornamenti dell'Osservatorio. Iscriviti.

Fonti primarie

I provvedimenti originali da cui derivano le schede, con la data di consultazione. I link ai testi integrali sono per gli iscritti.

  • Corte costituzionale, sentenza, n. 174, decisa il 6 luglio 2026, depositata il 22 ottobre 2026 · Caricamento manuale, consultata il 22 Ottobre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 25687, decisa il 30 giugno 2026, depositata il 22 settembre 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb (Sezione Lavoro), consultata il 27 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza, n. 24981, decisa il 28 aprile 2026, depositata il 3 settembre 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb (Sezione Lavoro), consultata il 27 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 24371, decisa il 1° luglio 2026, depositata il 1° agosto 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb (Sezione Lavoro), consultata il 14 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza, n. 24320, decisa il 16 giugno 2026, depositata il 31 luglio 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb (Sezione Lavoro), consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 24131, decisa il 3 giugno 2026, depositata il 27 luglio 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb (Sezione Lavoro), consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 24033, decisa il 3 giugno 2026, depositata il 25 luglio 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb (Sezione Lavoro), consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 23919, decisa il 3 giugno 2026, depositata il 23 luglio 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb (Sezione Lavoro), consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza, n. 23817, decisa il 1° luglio 2026, depositata il 22 luglio 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb (Sezione Lavoro), consultata il 14 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 23749, decisa il 30 giugno 2026, depositata il 21 luglio 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb (Sezione Lavoro), consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 23750, decisa il 30 giugno 2026, depositata il 21 luglio 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb (Sezione Lavoro), consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza, n. 22622, decisa il 16 giugno 2026, depositata il 2 luglio 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb (Sezione Lavoro), consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 17224, decisa il 8 aprile 2026, depositata il 1 giugno 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb, consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza, n. 16224, decisa il 25 marzo 2026, depositata il 25 maggio 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb, consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza, n. 14580, decisa il 22 aprile 2026, depositata il 17 maggio 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb, consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 14122, decisa il 10 marzo 2026, depositata il 14 maggio 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb, consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 14280, decisa il 11 marzo 2026, depositata il 14 maggio 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb, consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza, n. 12819, decisa il 21 aprile 2026, depositata il 5 maggio 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb, consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 12032, decisa il 10 marzo 2026, depositata il 30 aprile 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb, consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 9668, decisa il 10 marzo 2026, depositata il 15 aprile 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb, consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 9669, decisa il 10 marzo 2026, depositata il 15 aprile 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb, consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 9675, decisa il 10 marzo 2026, depositata il 15 aprile 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb, consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 7858, decisa il 11 febbraio 2026, depositata il 31 marzo 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb, consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza, n. 6644, decisa il 24 febbraio 2026, depositata il 20 marzo 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb, consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza, n. 6219, decisa il 17 febbraio 2026, depositata il 17 marzo 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb, consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza, n. 3857, decisa il 20 gennaio 2026, depositata il 20 febbraio 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb, consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza, n. 742, decisa il 3 dicembre 2025, depositata il 13 gennaio 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb, consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 216, decisa il 4 dicembre 2025, depositata il 4 gennaio 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb, consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Sezione Lavoro, ordinanza, n. 24917, depositata il 9 settembre 2025 · Caricamento manuale, consultata il 7 Novembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Sezione Lavoro, ordinanza, n. 23603, depositata il 20 agosto 2025 · Caricamento manuale, consultata il 7 Novembre 2026
  • Corte costituzionale, sentenza, n. 118, decisa il 23 giugno 2025, depositata il 21 luglio 2025 · Corte costituzionale - Open data pronunce, consultata il 22 Ottobre 2026

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