Perché l'INAIL da sola quasi mai basta
Dopo un infortunio sul lavoro o il riconoscimento di una malattia professionale l'INAIL eroga le proprie prestazioni: l'indennità per il periodo di inabilità temporanea, l'indennizzo in capitale del danno biologico permanente quando il grado accertato va dal 6 al 15 per cento, la rendita dal 16 per cento in su. Sono prestazioni dovute a prescindere da qualunque colpa, e questo è il loro pregio: arrivano anche quando nessuno ha sbagliato nulla. Il limite è che vengono calcolate su tabelle predeterminate, che non fotografano il danno della singola persona.
Da qui nasce la seconda strada, che però ha un presupposto preciso. Per i danni che rientrano nella copertura assicurativa il datore di lavoro è in linea di principio esonerato dalla responsabilità civile: l'esonero cade quando l'infortunio deriva da un fatto che integra un reato perseguibile d'ufficio, condizione che il giudice civile può accertare da sé, senza attendere alcuna condanna penale e applicando le regole della responsabilità contrattuale. Ricorrendo quel presupposto si può chiedere il danno differenziale, che non è una sottrazione globale ma un confronto voce per voce fra quanto spetta secondo i criteri civilistici e quanto l'INAIL ha indennizzato per quella stessa voce.
Accanto al differenziale c'è il danno complementare, cioè le voci che l'assicurazione pubblica non copre affatto: le conseguenze sulla vita di relazione, la sofferenza morale, l'inabilità temporanea nella sua componente non indennizzata, la personalizzazione legata alla situazione concreta della persona. Su queste voci l'esonero non opera, quindi si chiedono provando la responsabilità del datore di lavoro senza dover passare dal fatto-reato. È una distinzione tecnica che ha un effetto molto pratico su che cosa conviene chiedere e su come va impostato il ricorso.
Le due strade non si escludono e non seguono gli stessi tempi. La pratica INAIL si apre subito e prosegue per conto proprio; l'azione verso il datore di lavoro richiede di ricostruire come l'infortunio è avvenuto e quali misure non erano state adottate. Impostarle insieme dall'inizio serve a evitare l'esito peggiore: accettare un indennizzo, considerare chiusa la vicenda e scoprire dopo che restava una parte consistente da recuperare.