Domande frequenti
Ho avuto un infortunio: l'INAIL non basta?
L'INAIL indennizza il danno biologico secondo tabelle predeterminate e prescinde da ogni colpa, ma non risarcisce l'intero pregiudizio subito. La parte eccedente — il danno differenziale — si può chiedere al datore di lavoro quando l'infortunio deriva da un fatto che integra un reato perseguibile d'ufficio, presupposto che il giudice civile accerta da sé senza bisogno di una condanna penale. Le voci che l'assicurazione non copre affatto, il cosiddetto danno complementare, si chiedono invece provando la responsabilità del datore, senza quel passaggio. Le due strade vanno impostate insieme.
Che cos'è il danno differenziale?
È l'eccedenza fra il danno calcolato secondo i criteri civilistici e quanto l'INAIL ha indennizzato, confrontata voce per voce e non come sottrazione globale: dal danno biologico si detrae la sola quota della rendita destinata a quel danno, non l'intero valore della rendita. Presuppone che l'infortunio derivi da un fatto integrante un reato perseguibile d'ufficio. Il danno complementare, invece, riguarda le voci che l'assicurazione non copre affatto e non richiede quel presupposto.
L'infortunio mentre andavo al lavoro è coperto?
In linea di principio sì: l'infortunio avvenuto nel percorso fra abitazione e luogo di lavoro è tutelato, entro limiti che riguardano il tragitto seguito, le interruzioni e il mezzo utilizzato. In una provincia con molti pendolari è una casistica frequente, e i rigetti nascono quasi sempre da come il percorso viene ricostruito: per questo conviene documentarlo subito.
E se l'infortunio è avvenuto per una mia disattenzione?
L'obbligo di sicurezza comprende anche il dovere di prevenire l'imprudenza prevedibile di chi lavora: solo un comportamento del tutto abnorme ed estraneo alle mansioni interrompe il collegamento con la responsabilità del datore. Molte persone rinunciano a far valere le proprie ragioni perché si sentono in colpa, quando nella maggior parte dei casi quella colpa non ha l'effetto che immaginano.
Che cosa conviene portare al primo appuntamento?
Il referto del pronto soccorso e tutti i certificati successivi, la documentazione INAIL ricevuta, il contratto di lavoro e le buste paga, i nomi di chi era presente, e se disponibili gli attestati di formazione e le consegne dei dispositivi di protezione. Anche una documentazione parziale va bene: serve a capire quali termini stanno correndo e quali atti vanno acquisiti.
L'INAIL mi ha riconosciuto un grado troppo basso: posso contestarlo?
Sì. La valutazione del grado di inabilità può essere contestata, e la parte medica è quella che decide l'esito: servono la documentazione sanitaria completa e una valutazione tecnica che regga il confronto con quella dell'ente. Va verificato anche se, oltre al grado, sia dovuto qualcosa dal datore di lavoro, perché le due questioni si affrontano meglio insieme.
Lo Studio riceve a Piacenza in via Romagnosi 37, su appuntamento. Vedi anche come lavora lo Studio a Piacenza e la pagina di materia infortuni sul lavoro e danno differenziale.
Le decisioni dei giudici su questi punti, schedate con estremi, esito e fonte primaria, stanno nell'Osservatorio Capelli sul Lavoro: Infortuni e malattie professionali.