Domande frequenti
Cosa devo fare subito dopo un infortunio sul lavoro?
Farsi refertare immediatamente, comunicare l'accaduto al datore di lavoro e conservare ogni documento: certificati, verbali, nomi dei presenti. La denuncia all'INAIL spetta al datore di lavoro, ma il lavoratore deve verificare che sia stata fatta e che la dinamica sia riportata correttamente.
L'INAIL copre tutto il danno?
No. Le prestazioni INAIL indennizzano solo una parte del pregiudizio. La differenza — il cosiddetto danno differenziale, che può includere danno biologico, morale e patrimoniale — si può chiedere al datore di lavoro quando emerge una sua responsabilità, ad esempio per misure di sicurezza mancate.
L'infortunio nel tragitto casa-lavoro è coperto?
Sì, è l'infortunio in itinere: è tutelato dall'INAIL quando avviene lungo il normale percorso tra casa e lavoro, con alcune condizioni su deviazioni e mezzo utilizzato. Ogni situazione va verificata sul caso concreto, perché i dettagli del percorso fanno la differenza.
Entro quando devo agire?
Le prestazioni INAIL si prescrivono in tre anni dall'infortunio o dalla manifestazione della malattia professionale. Anche l'azione verso il datore di lavoro ha i suoi termini. Aspettare riduce le opzioni: una verifica precoce dei termini non costa nulla e conserva tutte le strade.
La malattia si è manifestata anni dopo: sono ancora in tempo?
Per le malattie professionali i termini decorrono di regola da quando la malattia si manifesta ed è riconducibile al lavoro, non dall’esposizione. Serve una ricostruzione medico-legale e documentale accurata: è uno dei casi in cui il coordinamento tra profili sanitari e giuridici pesa di più.
Sono indicazioni generali sugli istituti più comuni: termini ed eccezioni cambiano a seconda del contratto applicato e del caso concreto, che va sempre verificato.