Domande frequenti
Il patto di non concorrenza è sempre valido?
No: richiede forma scritta, un compenso adeguato e limiti definiti di oggetto, tempo e territorio (art. 2125 c.c.). Un patto troppo ampio o con corrispettivo simbolico è nullo. Va calibrato sul ruolo effettivo della persona, sia quando lo si scrive sia quando lo si firma.
Conviene firmare un verbale di conciliazione in uscita?
Un accordo firmato in sede protetta (sindacale, ITL o giudiziale) rende definitive le rinunce: dopo, tornare indietro è quasi impossibile. Per questo va firmato solo dopo aver verificato importi, rinunce incluse e alternative reali. È il documento più importante di tutta la vicenda.
Quali limiti ha il contratto a termine?
Durata massima, causali oltre i dodici mesi, numero di proroghe e rinnovi, intervalli tra un contratto e l’altro: i vincoli sono numerosi e cambiano spesso. Un termine apposto male può trasformare il rapporto in un contratto a tempo indeterminato, con effetti retroattivi.
Collaborazione autonoma o lavoro subordinato: dove passa il confine?
Conta come il rapporto si svolge davvero, non il nome dato al contratto: orari imposti, direttive continue e inserimento stabile nell'organizzazione portano verso la subordinazione. La riqualificazione comporta contributi, differenze retributive e tutele piene: per l'azienda è un rischio da valutare prima.
Sono indicazioni generali sugli istituti più comuni: termini ed eccezioni cambiano a seconda del contratto applicato e del caso concreto, che va sempre verificato.