Domande frequenti
Quanto tempo ho per impugnare un licenziamento?
Il licenziamento va impugnato per iscritto entro 60 giorni dalla comunicazione, a pena di decadenza. Nei 180 giorni successivi va poi depositato il ricorso in tribunale o avviato un tentativo di conciliazione. Se il termine è vicino conviene muoversi subito, anche solo per fermare la decadenza.
Il licenziamento comunicato a voce è valido?
No: il licenziamento deve essere comunicato per iscritto, altrimenti è inefficace. Se il datore di lavoro ha allontanato il lavoratore senza una lettera, è importante documentare subito quanto accaduto e farsi assistere prima di firmare qualsiasi cosa.
Ho ricevuto una contestazione disciplinare: cosa devo fare?
Dalla contestazione decorrono almeno cinque giorni per presentare le giustificazioni (molti contratti collettivi ne prevedono di più). La risposta è il documento su cui si costruisce tutto quello che viene dopo, incluso un eventuale giudizio: conviene scriverla con attenzione, non d’impulso.
Conviene fare causa o cercare un accordo?
Dipende da documenti, prova disponibile, tempi, costi e obiettivi. Molte vicende si chiudono in conciliazione con risultati concreti e tempi brevi; altre richiedono il giudice. Nel primo confronto si mettono a fuoco le due strade con i numeri di ciascuna, prima di decidere.
Come si dimostra il mobbing?
Servono continuità nel tempo, documenti e testimoni: email, messaggi, ordini di servizio, certificati medici e un diario preciso degli episodi. La raccolta va iniziata presto, perché la qualità della prova decide sia la trattativa sia l’eventuale causa.
Sono indicazioni generali sugli istituti più comuni: termini ed eccezioni cambiano a seconda del contratto applicato e del caso concreto, che va sempre verificato.