Domande frequenti
Quanto tempo ho per impugnare un licenziamento?
Sessanta giorni dalla comunicazione, per iscritto, a pena di decadenza. Nei 180 giorni successivi occorre poi depositare il ricorso in tribunale oppure avviare un tentativo di conciliazione o di arbitrato, altrimenti l'impugnazione perde efficacia. Se il termine è vicino conviene contattare lo Studio subito, anche solo per fermare la decadenza e ragionare dopo.
Che cosa conviene portare al primo appuntamento?
La lettera di licenziamento, l'eventuale contestazione disciplinare che l'ha preceduta e la risposta data, il contratto di lavoro, le ultime buste paga e ogni comunicazione ricevuta dall'azienda: email, messaggi, certificati, verbali. Anche una documentazione incompleta va bene: serve a capire il quadro e quali termini stanno correndo.
Davanti a quale tribunale si discute la causa?
Nelle controversie di lavoro il giudice competente si individua in base al luogo in cui è sorto il rapporto, a quello dell'azienda o a quello della dipendenza cui il lavoratore è addetto. Per chi lavora a Piacenza o in provincia è di norma la sezione lavoro del Tribunale di Piacenza, ma non è automatico e va verificato sul caso concreto.
Conviene accettare una conciliazione o andare davanti al giudice?
Dipende da quanto regge il motivo indicato nella lettera, dal regime di tutela applicabile e da quanto vale l'offerta sul tavolo. Una conciliazione chiude in mesi con un risultato certo; un giudizio può dare di più ma richiede tempo e comporta un rischio. La scelta si fa dopo aver letto i documenti, mettendo a confronto le due prospettive in termini concreti.
Quanto costa far valutare un licenziamento?
Il primo contatto serve a capire se ci sono margini e quali termini stanno correndo. Prima di ogni incarico lo Studio consegna un preventivo scritto, come previsto dalla normativa professionale, con l'indicazione delle attività e dei costi; sono possibili modalità di pagamento rateizzate. Nessuna attività viene avviata senza che il preventivo sia stato accettato.
L'azienda mi ha proposto di firmare le dimissioni: che faccio?
Non firmare prima di aver fatto leggere le carte. Le dimissioni, anche quando presentate come una via d'uscita indolore, comportano di regola la perdita della NASpI e la rinuncia a impugnare. Esiste la strada delle dimissioni per giusta causa, che consentono di accedere all'indennità perché la disoccupazione resta involontaria, ma non basta qualificarle così: davanti al giudice il lavoratore deve allegare e provare gli inadempimenti gravi del datore e la loro immediatezza rispetto alle dimissioni. Va quindi impostata prima della firma, non dopo.
Lo Studio riceve a Piacenza in via Romagnosi 37, su appuntamento. Vedi anche come lavora lo Studio a Piacenza e la pagina di materia diritto del lavoro, licenziamenti e tutele.