Domande frequenti
L'INPS ha respinto la mia domanda: che cosa posso fare?
Dipende dal tipo di prestazione. Sulla maggior parte dei provvedimenti si presenta un ricorso amministrativo entro novanta giorni dalla comunicazione; per le prestazioni che dipendono dalle condizioni di salute occorre invece chiedere al tribunale un accertamento tecnico prima di poter avviare la causa. Il primo passo utile è sempre leggere il provvedimento, perché la motivazione dice quale strada è percorribile.
Devo fare il ricorso amministrativo o posso andare direttamente dal giudice?
Per molte prestazioni il ricorso amministrativo è il passaggio previsto, e conviene anche quando non fosse obbligatorio, perché può chiudere la questione senza costi. Per invalidità civile e prestazioni collegate alla salute il percorso è diverso: serve l'accertamento tecnico preventivo davanti al tribunale, che è condizione di procedibilità. Saltarlo porta a una dichiarazione di improcedibilità.
Che cos'è l'accertamento tecnico preventivo?
È una fase che precede obbligatoriamente la causa nelle controversie su invalidità civile, cecità, sordità, handicap e disabilità, oltre che su pensione di inabilità e assegno di invalidità: il tribunale nomina un medico che valuta le condizioni di salute e deposita le proprie conclusioni. Dalla comunicazione del deposito decorrono trenta giorni perentori per dichiarare di non accettarle, e altri trenta dal dissenso per depositare il ricorso che apre il giudizio. In mancanza di contestazione il giudice omologa l'accertamento con decreto non impugnabile. È il momento in cui la documentazione sanitaria pesa di più, e va completata prima e non durante.
Il patronato ha già presentato ricorso e me lo hanno respinto: si può ancora fare qualcosa?
Nella maggior parte dei casi sì. L'esito negativo del ricorso amministrativo non chiude la questione: apre la strada giudiziaria, per la quale serve un difensore. Conviene portare tutta la pratica così com'è, compresi i verbali di visita e la corrispondenza con l'ente, perché dalla motivazione del rigetto si capisce su che cosa la difesa deve concentrarsi.
L'INPS mi chiede di restituire somme già ricevute: devo pagare?
Non necessariamente e non prima di una verifica. Le richieste di restituzione vanno esaminate sui presupposti della revoca, sulla ripetibilità di quanto percepito in buona fede e sui termini entro cui la pretesa poteva essere avanzata. Sono situazioni in cui il tempo conta, perché alla richiesta seguono atti di recupero: conviene farla leggere appena arriva.
Quanto costa un ricorso contro l’INPS?
Prima di ogni incarico lo Studio consegna un preventivo scritto con le attività previste e i costi, e sono possibili modalità di pagamento rateizzate. In materia previdenziale le spese seguono inoltre regole particolari e, quando ci sono i requisiti di reddito, può essere possibile accedere al patrocinio a spese dello Stato: è una verifica che si fa all'inizio, perché incide sulla decisione se procedere.
Lo Studio riceve a Piacenza in via Romagnosi 37, su appuntamento. Vedi anche come lavora lo Studio a Piacenza e la pagina di materia previdenza, pensioni e ricorsi inps.
Le decisioni dei giudici su questi punti, schedate con estremi, esito e fonte primaria, stanno nell'Osservatorio Capelli sul Lavoro: Pensioni e prestazioni previdenziali.