Che cosa si contesta, in concreto
Le vicende che arrivano allo Studio si dividono in due famiglie. La prima riguarda le prestazioni legate alla salute: invalidità civile, indennità di accompagnamento, riconoscimento della condizione di handicap, inabilità e assegno ordinario di invalidità. Qui il rigetto o il grado troppo basso dipendono da una valutazione medica, e si contestano sul terreno medico prima che su quello giuridico.
La seconda famiglia riguarda la posizione contributiva e le prestazioni economiche: requisiti per la pensione e ricostituzione dell'importo, periodi non accreditati, riscatti e ricongiunzioni, NASpI negata, ridotta o revocata con richiesta di restituzione, prestazioni familiari, avvisi di addebito per contributi che l'ente pretende. Qui il punto è documentale: ricostruire l'estratto conto e dimostrare quello che l'ente non ha registrato o ha calcolato in modo diverso.
Una terza situazione, meno intuitiva, è quella in cui l'INPS chiede indietro somme già erogate. Accade con la NASpI, con le integrazioni al minimo, con le prestazioni assistenziali quando l'ente rivede i requisiti a distanza di tempo. Anche in questi casi esistono margini di difesa: sui presupposti della revoca, sulla ripetibilità di quanto percepito in buona fede e sui termini entro cui la pretesa poteva essere avanzata.