Decisioni censite
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Tema
Pensione di vecchiaia e anticipata, NASpI e indennita' di disoccupazione, riliquidazione, decadenza e indebito.
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7 Novembre 2026
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Le prestazioni previdenziali e assistenziali seguono presupposti e termini propri, diversi da quelli del rapporto di lavoro. Il contenzioso nasce da un diniego, da una revoca o da una richiesta di restituzione dell'ente, e la prima regola è procedurale: contro la maggior parte dei provvedimenti dell'INPS si presenta ricorso amministrativo entro novanta giorni, e solo dopo si può agire davanti al giudice del lavoro; per le prestazioni che dipendono da una valutazione sanitaria (invalidità civile, handicap, inabilità, assegno ordinario) la causa deve essere preceduta dall'accertamento tecnico preventivo dell'art. 445-bis c.p.c., con termini perentori di trenta giorni per il dissenso e di altri trenta per il ricorso.
Il gruppo più numeroso di schede riguarda la NASpI, l'indennità di disoccupazione del d.lgs. n. 22 del 2015, che spetta a chi perde il lavoro involontariamente e va chiesta entro 68 giorni dalla cessazione a pena di decadenza. Le decisioni affrontano il rapporto con il licenziamento illegittimo: il ripristino solo di diritto del rapporto, conseguente all'ordine di reintegrazione, non esclude l'indennità se manca il ripristino di fatto, mentre l'opzione per l'indennità sostitutiva della reintegrazione risolve il rapporto per volontà del lavoratore e fa venir meno la NASpI per il periodo successivo. Le dimissioni per giusta causa danno accesso all'indennità, ma il lavoratore deve provare l'inadempimento grave del datore.
Un secondo gruppo riguarda la pensione e l'accesso ai requisiti: la Corte costituzionale, con la sentenza n. 125 del 2026, ha dichiarato illegittimo un limite massimo di trattenimento in servizio del personale scolastico svincolato dalla maturazione dei requisiti minimi per la pensione di vecchiaia, consentendo la prosecuzione oltre i settant'anni quando serve a raggiungerli. Rientrano nel tema la ricostituzione della posizione contributiva, i riscatti e le ricongiunzioni, la decorrenza e la riliquidazione.
Il terzo gruppo riguarda l'indebito: quando l'ente chiede indietro somme già erogate, la difesa passa dai presupposti della revoca, dalla ripetibilità di quanto percepito in buona fede (per le pensioni l'art. 13 della legge n. 412 del 1991 esclude la ripetizione delle somme erogate per errore dell'ente, salvo il dolo del percettore) e dalla prescrizione. Si collegano le indennità sostitutive maturate alla cessazione del rapporto, come quella per le ferie non godute, che le schede trattano nel pubblico impiego e nella scuola, e la sospensione cautelare che perde efficacia con il proscioglimento.
Le schede riportano estremi, massima, esito e fonte primaria; le edizioni del Labour Index leggono l'insieme. Le pagine collegate spiegano come lo Studio assiste nei ricorsi contro l'INPS, dal ricorso amministrativo al giudizio.
Il divieto di cumulo tra pensione «quota 100» e redditi da lavoro comporta lo scomputo dal complessivo trattamento pensionistico di una somma pari al reddito da lavoro percepito; non determina la…
Il divieto di cumulo tra pensione quota 100 e redditi da lavoro determina la privazione della pensione in misura corrispondente al reddito da lavoro realizzato, mediante scomputo dal trattamento…
Il divieto di cumulo tra pensione quota 100 e redditi da lavoro determina la privazione del trattamento pensionistico in misura corrispondente al reddito da lavoro realizzato, mediante scomputo dal…
Il mero ripristino di diritto del rapporto conseguente all’ordine di reintegrazione non esclude la prestazione di disoccupazione ove manchi il ripristino di fatto del sinallagma.
La riforma della sentenza di reintegrazione non travolge gli effetti retributivi derivanti da atti di concreta gestione di un rapporto di lavoro effettivamente ripristinato, qualora la mancata…
Riservato agli iscritti
Qui le decisioni sono in pillole: estremi, esito e principio in breve. La scheda completa, con il commento, la questione decisa e il link al provvedimento originale, resta per chi riceve gli aggiornamenti dell'Osservatorio. L'iscrizione è gratuita e apre subito i contenuti su questo browser; una email quando esce un'edizione o una nota, nessun altro uso dell'indirizzo.
Riprese dalle edizioni del Labour Index con l'etichetta di forza assegnata nel rapporto.
Le decisioni depositate tra luglio e agosto 2026 convergono nel riconoscere che l'effettiva ripresa dell'attività lavorativa, successiva all'ordine di reintegrazione, impedisce la ripetizione delle somme corrispondenti alla prestazione resa. L'elemento decisivo non è la sola esistenza dell'ordine giudiziale, ma l'effettivo ripristino del rapporto e della prestazione lavorativa. Ne discende una distinzione tra le somme dovute per l'illegittimità del licenziamento, che restano ripetibili se la pronuncia di reintegrazione è riformata, e le retribuzioni maturate dopo l'effettiva ripresa dell'attività, che trovano titolo nel rapporto concretamente ripristinato e non sono ripetibili. L'effetto espansivo esterno della riforma (art. 336, secondo comma, c.p.c.) travolge le conseguenze che dipendono direttamente dalla pronuncia caducata, non gli atti di concreta gestione del rapporto temporaneamente ripristinato: l'effettiva ottemperanza all'ordine di reintegrazione opera quindi come criterio di qualificazione delle somme.
Limiti: Le quattro ordinanze sono state decise nella stessa udienza del 3 giugno 2026 e depositate tra luglio e agosto 2026: la convergenza esprime un indirizzo della stessa sezione in un'unica adunanza e resta un possibile trend finché non trovi conferma in decisioni successive; le affermazioni disponibili non dettagliano le circostanze fattuali di ciascun caso.
La pronuncia ribadisce una configurazione condizionata del secondo licenziamento: esso può essere fondato su una causa o un motivo autonomo e distinto, ma i suoi effetti operano soltanto nell'ipotesi di invalidità o inefficacia del primo recesso.
Limiti: L'interpretazione si fonda su un'unica pronuncia e non consente valutazioni sulla diffusione dell'orientamento o sulle sue applicazioni in fattispecie differenti.
Come si sono concluse le decisioni schedate su questo tema. L'esito processuale descrive la sorte del ricorso, non chi ha ragione nel merito. Il corpus dell'Osservatorio non e' un campione rappresentativo della giurisprudenza nazionale: i numeri descrivono le decisioni raccolte e verificate nel periodo, non l'intero contenzioso.
Dal 2027 la pensione di vecchiaia si raggiunge a 67 anni e un mese. Quando il datore può licenziare senza motivazione chi ha i requisiti, quando la tutela torna se il rapporto prosegue, che cosa vale nel pubblico impiego: Cass. 23603 e 24917/2025, Corte cost. 125/2026.
Tre sentenze della Cassazione (14 e 16 ottobre 2026) abbandonano la perdita dell’intera annualità: la pensione quota 100 si riduce di una somma pari al reddito da lavoro percepito.
54/100
Nel trimestre, la giurisprudenza costituzionale interviene su due condizioni di accesso e permanenza nel lavoro. Con la sentenza n. 125, depositata il 14 luglio 2026, la Corte costituzionale dichiara illegittimo il limite fisso di settanta anni per il trattenimento in servizio del personale…
41/100
La giurisprudenza del semestre pone al centro la qualificazione e la disciplina del rapporto, i limiti del potere di recesso e le garanzie del procedimento disciplinare.
Il divieto di cumulo tra pensione «quota 100» e redditi da lavoro comporta lo scomputo dal complessivo trattamento pensionistico di una somma pari al reddito da lavoro percepito; non determina la…
Il divieto di cumulo tra pensione quota 100 e redditi da lavoro determina la privazione della pensione in misura corrispondente al reddito da lavoro realizzato, mediante scomputo dal trattamento…
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Il mero ripristino di diritto del rapporto conseguente all’ordine di reintegrazione non esclude la prestazione di disoccupazione ove manchi il ripristino di fatto del sinallagma.
La riforma della sentenza di reintegrazione non travolge gli effetti retributivi derivanti da atti di concreta gestione di un rapporto di lavoro effettivamente ripristinato, qualora la mancata…
È costituzionalmente illegittimo un limite massimo per il trattenimento in servizio del personale scolastico che sia aprioristicamente avulso dal momento di maturazione dell’anzianità contributiva e…
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Per il personale docente supplente breve e saltuario o con contratto fino al termine delle lezioni o delle attività didattiche, l'indennità sostitutiva delle ferie non godute spetta nei limiti della…
Nel rapporto di lavoro subordinato, il datore di lavoro può intimare un secondo licenziamento fondato su una causa o un motivo diverso, autonomo e distinto rispetto al primo.
Il lavoratore addetto al personale viaggiante che, maturato il requisito per la pensione di vecchiaia anticipata, abbia tempestivamente optato per la prosecuzione del rapporto ai sensi dell'art. 6…
Qualora, dopo la maturazione dei requisiti pensionistici, il rapporto di lavoro sia consensualmente proseguito per fatti concludenti, la tutela prevista dall'art. 18 della legge n. 300 del 1970…
I provvedimenti originali da cui derivano le schede, con la data di consultazione. I link ai testi integrali sono per gli iscritti.
Le schede informano; la valutazione di un caso richiede l'esame dei documenti. Vedi come lo Studio assiste su questa materia, avvocato previdenzialista per ricorsi INPS a Piacenza, pensione 2027: nuovi requisiti, finestre e controlli sull'estratto conto. Contatti dello Studio.