Tema

Contratto a termine

Apposizione del termine, causali, proroghe e rinnovi, abuso nel pubblico impiego, conversione e risarcimento.

Quadro aggiornato

Decisioni censite

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Ultimo aggiornamento

6 Ottobre 2026

Edizioni del Labour Index

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Il contratto a tempo determinato è ammesso entro limiti di forma, durata, causale e reiterazione fissati dagli artt. 19-29 del d.lgs. n. 81 del 2015. Nel settore privato il termine può essere apposto liberamente fino a dodici mesi; oltre, e fino a ventiquattro, servono le causali previste dai contratti collettivi o dalla legge. Il superamento dei limiti, la mancanza della causale quando è richiesta o la violazione delle regole su proroghe e rinnovi comportano la trasformazione del rapporto a tempo indeterminato, con l'indennità onnicomprensiva tra 2,5 e 12 mensilità prevista dall'art. 28 per il periodo tra la scadenza e la sentenza. L'impugnazione del termine è soggetta a decadenza: 180 giorni dalla cessazione per l'atto scritto, poi i 180 giorni per il ricorso.

Nel pubblico impiego la logica cambia: l'art. 36 del d.lgs. n. 165 del 2001 esclude la conversione, perché l'accesso al lavoro pubblico avviene per concorso, e riconosce al lavoratore il risarcimento del danno. La giurisprudenza, in dialogo con la Corte di giustizia sulla clausola 5 dell'Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, ha fissato un danno presunto commisurato all'indennità dell'art. 28, con la possibilità di provare un pregiudizio maggiore. Le decisioni schedate applicano questo schema anche agli incarichi dirigenziali a termine: la natura dirigenziale dell'incarico non è, di per sé, una ragione obiettiva che giustifica la reiterazione, e il giudice deve verificare che gli incarichi rispondano a esigenze temporanee e non permanenti; la durata minima triennale dell'art. 19 non si applica agli incarichi conferiti a esterni o a non dirigenti.

Un gruppo consistente di schede riguarda il personale della scuola, dove le supplenze reiterate hanno prodotto il contenzioso più ampio: l'indennità sostitutiva delle ferie non godute per i docenti con contratto fino al termine delle lezioni spetta nei limiti dei giorni in cui la fruizione non era consentita senza avviso del dirigente, e la stessa disciplina vale per le giornate di riposo della legge n. 937 del 1977.

Il tema si intreccia infine con la qualificazione del rapporto: quando un contratto a progetto o una collaborazione vengono riqualificati come lavoro subordinato, la riqualificazione travolge le scadenze finali previste nei contratti, ma non comporta l'applicazione dell'indennità forfettaria dell'art. 32, comma 5, della legge n. 183 del 2010, pensata per il termine illegittimo e non per la simulazione del rapporto.

Le schede riportano estremi, massima, esito e fonte primaria; le edizioni del Labour Index leggono l'insieme. Le pagine collegate spiegano come lo Studio assiste imprese e lavoratori sui contratti a termine, dalla redazione all'impugnazione.

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Qui le decisioni sono in pillole: estremi, esito e principio in breve. La scheda completa, con il commento, la questione decisa e il link al provvedimento originale, resta per chi riceve gli aggiornamenti dell'Osservatorio. L'iscrizione è gratuita e apre subito i contenuti su questo browser; una email quando esce un'edizione o una nota, nessun altro uso dell'indirizzo.

Letture interpretative

Riprese dalle edizioni del Labour Index con l'etichetta di forza assegnata nel rapporto.

Segnale interpretativo

Prescrizione quinquennale e crediti parasubordinati

La decisione potrebbe essere letta come applicazione della prescrizione quinquennale anche ai crediti retributivi connessi a un rapporto parasubordinato; nel caso considerato, la cessazione del rapporto è stata ritenuta almeno il dies a quo rilevante e le pretese formulate successivamente sono state considerate prescritte.

Limiti: Le evidenze riguardano una sola decisione e un singolo arco temporale; non precisano eventuali ulteriori fatti idonei a incidere sulla decorrenza o sull'interruzione della prescrizione.

Decisioni a sostegno

  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 4088, decisa il 5 febbraio 2026, depositata il 23 febbraio 2026

Da Capelli Labour Index I semestre 2026

Segnale interpretativo

Autonomia del giudizio rispetto al lodo declinatorio

Il lodo arbitrale che si limiti a declinare la competenza non preclude, di per sé, l'accertamento delle questioni in un diverso giudizio, poiché non contiene accertamenti vincolanti.

Limiti: L'interpretazione si fonda su un solo principio estratto da una sola ordinanza e non indica ulteriori condizioni applicative.

Decisioni a sostegno

  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 4088, decisa il 5 febbraio 2026, depositata il 23 febbraio 2026

Da Capelli Labour Index I semestre 2026

Segnale interpretativo

Onere di allegazione per l'inesigibilità della restituzione

L'inesigibilità della restituzione non è desumibile in via astratta: richiede l'allegazione di specifiche circostanze personali e delle concrete modalità restitutorie che renderebbero l'adempimento particolarmente gravoso.

Limiti: Il principio è tratto da una sola ordinanza, che non indica quali circostanze siano state ritenute sufficienti o insufficienti nel caso concreto.

Decisioni a sostegno

  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 4088, decisa il 5 febbraio 2026, depositata il 23 febbraio 2026

Da Capelli Labour Index I semestre 2026

Edizioni che trattano il tema

Tutte le decisioni schedate

Qui le decisioni sono in pillole: estremi, esito e principio in breve. La scheda completa, con il commento, la questione decisa e il link al provvedimento originale, resta per chi riceve gli aggiornamenti dell'Osservatorio. Iscriviti.

Fonti primarie

I provvedimenti originali da cui derivano le schede, con la data di consultazione. I link ai testi integrali sono per gli iscritti.

  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza, n. 24479, decisa il 16 giugno 2026, depositata il 5 agosto 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb (Sezione Lavoro), consultata il 27 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 24103, decisa il 3 luglio 2026, depositata il 27 luglio 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb (Sezione Lavoro), consultata il 14 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza, n. 16525, decisa il 20 maggio 2026, depositata il 27 maggio 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb, consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 16577, decisa il 21 maggio 2026, depositata il 27 maggio 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb, consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 11773, decisa il 27 aprile 2026, depositata il 29 aprile 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb, consultata il 16 Settembre 2026
  • Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza, n. 4088, decisa il 5 febbraio 2026, depositata il 23 febbraio 2026 · Corte di Cassazione - SentenzeWeb, consultata il 16 Settembre 2026

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