Incentivi e agevolazioni

Fringe benefit 2026: soglie di 1.000 e 2.000 euro, utenze, affitto e mutuo, dichiarazione dei figli a carico

Avv. Lucia Capelli - 14 Ottobre 2026

- 14 Ottobre 2026

Anche nel 2026 i beni e servizi riconosciuti ai dipendenti, compresi i rimborsi di bollette, affitto e interessi del mutuo sulla prima casa, sono esenti fino a 1.000 euro l'anno, 2.000 per chi ha figli a carico e lo dichiara al datore (legge 207/2024, commi 390-391). Che cosa rientra nella soglia, che cosa succede se si supera, la dichiarazione con i codici fiscali dei figli, il termine del 12 gennaio e un esempio in busta paga.

Riferimenti normativi: art. 51, comma 3, del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR); art. 1, commi 390 e 391, della legge 30 dicembre 2024, n. 207; art. 12, comma 2, del TUIR; circolari dell'Agenzia delle entrate n. 23/E del 1° agosto 2023, n. 5/E del 7 marzo 2024 e n. 4/E del 16 maggio 2025.

In tre righe

Per i periodi d'imposta 2025, 2026 e 2027 i beni e servizi che il datore riconosce ai dipendenti non concorrono al reddito fino a 1.000 euro l'anno, che diventano 2.000 per chi ha figli fiscalmente a carico e lo dichiara al datore indicando i loro codici fiscali. Nella soglia rientrano anche i rimborsi di bollette di acqua, luce e gas, dell'affitto e degli interessi del mutuo sull'abitazione principale. Se la soglia viene superata anche di un euro, l'intero importo diventa imponibile, non solo l'eccedenza.

Di cosa si tratta

L'art. 51, comma 3, del TUIR esclude dal reddito di lavoro dipendente il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati al lavoratore se complessivamente non supera 258,23 euro nel periodo d'imposta. La legge di bilancio 2025 ha derogato a questa regola per tre anni, riprendendo l'impostazione della legge di bilancio 2024 (legge 213/2023, che per il solo 2024 aveva fissato le stesse soglie) e, prima ancora, del decreto lavoro 2023 (3.000 euro per i soli dipendenti con figli a carico): soglia a 1.000 euro per tutti, a 2.000 euro per i dipendenti con figli a carico, con l'estensione alle somme erogate o rimborsate per utenze domestiche, affitto e interessi del mutuo. La legge di bilancio per il 2026 non ha modificato queste soglie, che restano quindi in vigore fino al 31 dicembre 2027; dal 2028, senza un nuovo intervento, si tornerà a 258,23 euro.

L'esenzione è fiscale e contributiva: le somme non entrano nell'imponibile IRPEF né in quello previdenziale, e non costano contributi all'azienda. È una misura che il datore può decidere liberamente, anche per singoli dipendenti (ad personam), senza il vincolo della generalità o di categorie omogenee che vale invece per il welfare dell'art. 51, comma 2.

Che cosa rientra nella soglia

Nella soglia si sommano tutti i compensi in natura del periodo d'imposta: buoni acquisto e buoni carburante, beni e servizi, il valore convenzionale dell'auto aziendale a uso promiscuo, il telefono o il computer usati anche privatamente, i prestiti agevolati. Si aggiungono, per effetto della deroga, le somme in denaro erogate o rimborsate per:

  • le utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell'energia elettrica e del gas naturale;
  • le spese per l'affitto dell'abitazione principale;
  • gli interessi sul mutuo relativo all'abitazione principale.

L'Agenzia delle entrate ha chiarito che l'immobile deve essere l'abitazione principale del lavoratore, ma il contratto di affitto o il mutuo possono essere intestati al coniuge o a un altro familiare; le spese non devono essere già state rimborsate, in tutto o in parte, dallo stesso o da un altro datore, e il datore deve conservare la documentazione o una dichiarazione sostitutiva del dipendente. Restano fuori dalla soglia, con regole proprie, i buoni pasto (esenti fino a 4 euro al giorno se cartacei e, dal 2026, 10 euro se elettronici, per effetto dell'art. 1, comma 14, della legge 199/2025) e le prestazioni di welfare del comma 2 (sanità integrativa, previdenza complementare, istruzione dei figli, trasporto pubblico).

La soglia a 2.000 euro: figli a carico e dichiarazione

La soglia maggiorata spetta ai dipendenti con figli fiscalmente a carico ai sensi dell'art. 12, comma 2, del TUIR, compresi i figli nati fuori dal matrimonio riconosciuti, adottivi, affiliati o affidati: il figlio è a carico se ha un reddito non superiore a 2.840,51 euro lordi, elevati a 4.000 euro fino a 24 anni di età. La soglia spetta per intero a ciascun genitore lavoratore dipendente, anche con un solo figlio a carico di entrambi, anche se i genitori hanno attribuito l'intera detrazione a uno dei due, e anche se il lavoratore non fruisce della detrazione perché percepisce l'assegno unico (circolare 23/E/2023, richiamata dalla circolare 4/E/2025).

Il comma 391 pone una condizione formale: il lavoratore deve dichiarare al datore di avere diritto alla soglia maggiorata, indicando il codice fiscale di ciascun figlio. Senza la dichiarazione la soglia resta a 1.000 euro anche se i figli ci sono (circolare 23/E/2023). La forma è libera e può essere concordata con l'azienda (circolare 4/E/2025); il datore conserva la dichiarazione per i controlli. Se nel corso dell'anno il figlio perde il requisito, il lavoratore deve comunicarlo e il datore recupera l'imposta in conguaglio.

Il datore che applica le soglie maggiorate, sia quella di 1.000 sia quella di 2.000 euro, deve darne informativa alle rappresentanze sindacali unitarie, se presenti.

Il superamento della soglia e il termine del 12 gennaio

La soglia è una franchigia non frazionabile: se il valore complessivo dei fringe benefit dell'anno supera 1.000 euro (o 2.000), l'intero importo concorre a formare il reddito, non solo la parte eccedente. È il punto che genera più errori, soprattutto quando un'auto aziendale o un rimborso di fine anno si sommano a buoni già erogati.

I benefit si imputano al periodo d'imposta secondo il principio di cassa allargato: quelli corrisposti entro il 12 gennaio 2027 concorrono alle soglie del 2026. Chi arriva vicino al limite a dicembre deve quindi fare i conti anche con quello che verrà erogato nei primi giorni dell'anno successivo.

Requisiti in sintesi

ElementoRegola 2025-2027
Soglia ordinaria1.000 euro l'anno per dipendente, fiscale e contributiva
Soglia con figli a carico2.000 euro, con dichiarazione al datore e codici fiscali dei figli
Figlio a caricoReddito fino a 2.840,51 euro, 4.000 fino a 24 anni; soglia intera a ciascun genitore, anche con assegno unico
Che cosa si sommaBeni e servizi, auto a uso promiscuo, buoni acquisto, rimborsi di utenze, affitto e interessi mutuo prima casa
Che cosa resta fuoriBuoni pasto (4 euro cartacei, 10 euro elettronici dal 2026) e welfare del comma 2 dell'art. 51
SuperamentoL'intero importo diventa imponibile
Adempimenti del datoreInformativa alle RSU se presenti; conservazione di dichiarazioni e documenti di spesa
TermineErogazioni entro il 12 gennaio 2027 per il periodo d'imposta 2026

Esempio in busta paga

Un'impiegata con retribuzione lorda di 1.900 euro al mese riceve nel 2026 buoni acquisto per 600 euro e, a novembre, un rimborso di 500 euro per le bollette di luce e gas: totale 1.100 euro.

  • Senza figli a carico, o con figli ma senza dichiarazione: la soglia di 1.000 euro è superata, quindi tutti i 1.100 euro diventano imponibili. In busta paga di novembre l'importo si aggiunge alla retribuzione: su 1.100 euro la lavoratrice versa i contributi a suo carico (circa 101 euro al 9,19 per cento) e l'IRPEF sulla parte residua con l'aliquota del primo scaglione, 23 per cento (circa 230 euro), oltre alle addizionali regionale e comunale; l'azienda versa i propri contributi, circa 330 euro. Dei 1.100 euro ne restano in tasca circa 750, e il costo per l'azienda sale di un terzo.
  • Con un figlio a carico e dichiarazione consegnata all'ufficio paghe con il codice fiscale del figlio: la soglia è 2.000 euro, i 1.100 euro sono interamente esenti e arrivano netti, senza contributi né per la lavoratrice né per l'azienda.

Se la stessa impiegata avesse anche un'auto aziendale a uso promiscuo con valore convenzionale annuo di 1.500 euro, il totale salirebbe a 2.600 euro e la soglia di 2.000 sarebbe superata: in quel caso l'intero importo tornerebbe imponibile, e converrebbe ripensare l'erogazione dei buoni.

Domande frequenti

Le soglie di 1.000 e 2.000 euro valgono anche nel 2026?

Sì. La legge 207/2024 le ha previste per i periodi d'imposta 2025, 2026 e 2027 e la legge di bilancio per il 2026 non le ha modificate. Dal 2028, in assenza di proroga, si tornerà alla soglia ordinaria di 258,23 euro.

Che cosa devo fare per avere la soglia a 2.000 euro?

Consegnare al datore una dichiarazione in cui si attesta di avere figli fiscalmente a carico, con il codice fiscale di ciascuno. La forma è libera; molte aziende usano un modulo predisposto dall'ufficio paghe. Senza la dichiarazione il datore deve applicare la soglia di 1.000 euro.

Se supero la soglia pago le tasse solo sulla parte in più?

No. La soglia è una franchigia che si perde per intero: superata di un euro, tutto il valore dei fringe benefit dell'anno diventa imponibile ai fini fiscali e contributivi. Per questo conviene monitorare il totale, compresi auto aziendale e rimborsi, prima dell'erogazione di dicembre.

Il rimborso dell'affitto vale anche se il contratto è intestato a mio marito o a mia moglie?

Sì, purché l'immobile sia l'abitazione principale del lavoratore e la spesa non sia già stata rimborsata ad altro titolo. Il datore conserva il contratto, le ricevute o una dichiarazione sostitutiva.

I buoni pasto rientrano nei 1.000 euro?

No. I buoni pasto hanno una soglia propria, 4 euro al giorno se cartacei e 10 se elettronici (8 fino al 2025), e non si sommano ai fringe benefit; l'eventuale eccedenza giornaliera è imponibile ma non fa perdere la franchigia dei 1.000 o 2.000 euro.

L’azienda può riconoscere i fringe benefit solo ad alcuni dipendenti?

Sì. A differenza del welfare dell'art. 51, comma 2, che richiede l'offerta alla generalità o a categorie omogenee di dipendenti, i fringe benefit del comma 3 possono essere riconosciuti anche a singoli lavoratori. Resta l'obbligo di informativa alle RSU, se presenti, quando si applicano le soglie maggiorate.

Per approfondire: detassazione 2026: aumenti da rinnovo CCNL, premi, notturno e turni, incentivi alle assunzioni e agevolazioni sul lavoro, consulenza di diritto del lavoro per aziende, assistenza alle imprese.

Aggiornato al 14 ottobre 2026. Gli importi dell'esempio sono indicativi e dipendono da aliquote, addizionali e contratto applicato. Prima di assumere decisioni conviene verificare il contratto collettivo applicato e lo stato delle istruzioni amministrative alla data di interesse.

Contenuto a carattere informativo, che non sostituisce la consulenza legale sul caso concreto. Lo Studio Legale Capelli, avvocato del lavoro a Piacenza con ricevimento anche a Bologna e a Fiorenzuola d'Arda, affianca le imprese e i consulenti del lavoro nella costruzione di piani di welfare e fringe benefit coerenti con la normativa fiscale e contrattuale.

Tag: Fringe benefit, Welfare aziendale, Legge di bilancio 2025, Busta paga, Figli a carico