Incentivi e agevolazioni

Detassazione 2026: aumenti da rinnovo CCNL al 5%, premi all’1%, notturno e turni

Avv. Lucia Capelli - 8 Settembre 2026

- 8 Settembre 2026

Legge di bilancio 2026: gli aumenti da rinnovo contrattuale pagati nel 2026 scontano un'imposta sostitutiva del 5% per chi nel 2025 non ha superato 33.000 euro di reddito da lavoro dipendente; i premi di produttività scendono all'1% fino a 5.000 euro; notturno, festivo e indennità di turno agevolati fino a 1.500 euro. Chi ne beneficia, come si applica in busta paga e quando conviene rinunciare.

Riferimenti normativi: art. 1, commi 7-12, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026); circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 2/E del 24 febbraio 2026; art. 228, comma 10, del d.lgs. 19 giugno 2026, n. 117 (testo unico delle imposte sui redditi, applicabile dal 1° gennaio 2027).

Di cosa si tratta

La manovra 2026 introduce, in via transitoria, tre distinte forme di tassazione agevolata sulla retribuzione dei dipendenti privati. Sono misure che operano in busta paga e che riguardano il lavoratore, non l'impresa, ma che è utile conoscere anche dal lato datoriale perché incidono sulla convenienza degli istituti contrattuali.

Gli incrementi da rinnovo contrattuale

Gli incrementi retributivi corrisposti ai dipendenti del settore privato nell'anno 2026, in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, sono assoggettati a un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle relative addizionali pari al 5 per cento.

Il beneficio spetta ai titolari di reddito di lavoro dipendente non superiore, nell'anno 2025, a 33.000 euro. La soglia è stata elevata nel corso dell'esame parlamentare, così come è stata estesa l'agevolazione ai contratti sottoscritti già nel 2024.

L'applicazione è automatica, salvo espressa rinuncia scritta del lavoratore. La rinuncia può avere senso in situazioni particolari, perché l'imposta sostitutiva esclude quelle somme dalla base imponibile ordinaria e quindi dal calcolo di detrazioni e deduzioni.

I premi di produttività

L'imposta sostitutiva sui premi di produttività detassabili scende dal 5 all'1 per cento per i premi erogati negli anni 2026 e 2027. Contestualmente il limite di importo complessivo agevolabile sale da 3.000 a 5.000 euro. Il nuovo testo unico delle imposte sui redditi (d.lgs. 117/2026), che si applica dal 1° gennaio 2027, ha riassorbito la disposizione all'art. 228, comma 10, confermando l'aliquota dell'1 per cento anche per il 2027.

È la variazione con l'impatto più immediato sulla contrattazione aziendale: un premio di risultato ben costruito diventa uno strumento retributivo molto più efficiente di un aumento in busta paga.

Lavoro notturno, festivo e a turni

Salvo rinuncia scritta, sono soggette a imposta sostitutiva, entro il limite annuo di 1.500 euro, le somme corrisposte a titolo di:

  • maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, previste dal D.Lgs. 66/2003 e dai contratti collettivi;
  • maggiorazioni e indennità per lavoro festivo e nei giorni di riposo settimanale, come individuati dai CCNL;
  • indennità di turno e ulteriori emolumenti connessi al lavoro a turni.

Anche qui opera un limite di reddito riferito al 2025.

Cosa significa in pratica

Un dipendente che nel 2025 ha percepito 29.000 euro e nel 2026 riceve 1.400 euro di incrementi derivanti dal rinnovo del proprio CCNL paga su quella somma il 5 per cento invece dell'aliquota marginale ordinaria. Su un'aliquota del 35 per cento, la differenza supera i 400 euro netti.

Un'avvertenza sulla sovrapposizione delle misure

Chi lavora nel settore turistico e della somministrazione di alimenti e bevande deve prestare attenzione: la legge di bilancio ha escluso quei dipendenti dall'imposta sostitutiva sulle maggiorazioni per lavoro notturno e festivo, perché per loro opera il distinto trattamento integrativo speciale del 15 per cento. Le due misure non si sommano.

Domande frequenti

A chi spetta la tassazione al 5% degli aumenti contrattuali?

Ai dipendenti del settore privato con reddito di lavoro dipendente non superiore a 33.000 euro nel 2025, per gli incrementi retributivi pagati nel 2026 in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026.

Devo fare domanda al datore di lavoro?

No. L'imposta sostitutiva si applica automaticamente in busta paga, salvo rinuncia scritta del lavoratore. La rinuncia può convenire in casi particolari, perché le somme tassate al 5% escono dalla base imponibile ordinaria e quindi dal calcolo di detrazioni e deduzioni.

Quanto si risparmia in concreto?

Un dipendente con 29.000 euro di reddito nel 2025 che riceve 1.400 euro di aumenti da rinnovo nel 2026 paga su quella somma il 5 per cento invece dell'aliquota marginale: con un'aliquota del 35 per cento la differenza supera i 400 euro netti.

Che cosa cambia per i premi di produttività?

Per i premi erogati nel 2026 e nel 2027 l'imposta sostitutiva scende dal 5 all'1 per cento e il limite agevolabile sale da 3.000 a 5.000 euro. Restano le condizioni ordinarie: il premio deve essere previsto da un contratto collettivo aziendale o territoriale e collegato a incrementi misurabili di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione.

Notturno e festivo: chi resta escluso dalla tassazione agevolata?

I dipendenti del turismo e della somministrazione di alimenti e bevande, per i quali opera il distinto trattamento integrativo del 15 per cento su notturno e straordinario festivo. Le due misure non si cumulano.

Che cosa deve fare l'azienda?

Verificare quali CCNL applicati sono stati rinnovati nel periodo 2024-2026 e quali voci della busta paga derivano dal rinnovo, acquisire il dato sul reddito 2025 del dipendente quando non è già noto, gestire le eventuali rinunce scritte e aggiornare i criteri dei premi di risultato: con l'aliquota all'1 per cento il premio di produttività diventa più efficiente di un aumento fisso.

Per approfondire: incentivi e agevolazioni sul lavoro 2026, il trattamento integrativo del 15% per il turismo, accordi aziendali su premi e orario.

Aggiornato al 15 ottobre 2026. Le agevolazioni contributive dipendono da decreti attuativi e istruzioni amministrative che possono modificarne requisiti e modalità: prima di assumere decisioni conviene verificare lo stato della misura alla data di interesse.

Contenuto a carattere informativo, che non sostituisce la consulenza legale sul caso concreto. Lo Studio affianca imprese e responsabili del personale nella costruzione degli accordi di secondo livello e nella verifica degli istituti retributivi.

Tag: Incentivi, Detassazione, Rinnovi contrattuali, Premi di produttività, Busta paga 2026