Avv. Lucia Capelli - 8 Settembre 2026
La legge di bilancio 2026 azzera i contributi a carico del datore che assume una madre di almeno tre figli minorenni disoccupata da sei mesi, entro 8.000 euro annui. La durata cambia a seconda del tipo di contratto. Restano da attendere le istruzioni operative dell'INPS.
Riferimenti normativi: art. 1, commi 210-213, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026).
Di cosa si tratta
La legge di bilancio 2026 ha introdotto un esonero contributivo totale per i datori di lavoro privati che assumono madri di famiglia numerosa in condizione di disoccupazione prolungata. È una misura distinta dal bonus donne previsto dal decreto-legge 62/2026, e va valutata separatamente.
Chi può fruirne
I datori di lavoro privati che, dal 1° gennaio 2026, assumono donne che siano contemporaneamente:
- madri di almeno tre figli di età inferiore a diciotto anni;
- prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.
Entrambi i requisiti devono sussistere alla data dell'assunzione.
Quanto vale
L'esonero è pari al 100 per cento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL, nel limite massimo di 8.000 euro annui, riparametrato su base mensile. Resta ferma l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.
Quanto dura
La durata varia in funzione del contratto:
- 24 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato;
- 12 mesi in caso di assunzione a tempo determinato, anche in somministrazione;
- 18 mesi se il contratto a tempo determinato viene poi trasformato a tempo indeterminato, calcolati sempre a partire dalla data della prima assunzione a termine.
Esclusioni e incompatibilità
L'esonero non si applica ai rapporti di lavoro domestico e ai rapporti di apprendistato, e non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente.
Quest'ultimo punto merita attenzione: chi assume una lavoratrice che rientrerebbe anche nelle categorie del bonus donne 2026 deve scegliere quale misura applicare, valutando durata e massimale in relazione al caso concreto.
Cosa significa in pratica
Un'impresa che assume a tempo indeterminato una madre di tre figli minorenni, disoccupata da otto mesi, con una retribuzione che genera contributi datoriali per circa 7.000 euro annui, non versa quei contributi per due anni. Se invece la stessa persona venisse assunta con un contratto a termine, il beneficio si fermerebbe a dodici mesi, con la possibilità di arrivare a diciotto trasformando il rapporto.
Lo stato della misura
La norma è in vigore, ma per la piena operatività si attendono le istruzioni operative dell'INPS, che definiranno modalità di richiesta ed esposizione nei flussi contributivi. Prima di impostare un'assunzione contando su questo beneficio conviene verificare se le istruzioni siano nel frattempo intervenute.
Aggiornato all'8 settembre 2026. Le agevolazioni contributive dipendono da decreti attuativi e istruzioni amministrative che possono modificarne requisiti e modalità: prima di assumere decisioni conviene verificare lo stato della misura alla data di interesse.
Contenuto a carattere informativo, che non sostituisce la consulenza legale sul caso concreto. Per una valutazione della propria situazione è possibile contattare lo Studio.
Tag: Incentivi, Esonero contributivo, Lavoratrici madri, Assunzioni 2026