Avv. Lucia Capelli - 8 Settembre 2026
Chi assume a tempo indeterminato una lavoratrice svantaggiata nel 2026 non versa i contributi previdenziali a proprio carico, entro 650 euro al mese e fino a 800 nelle regioni della ZES unica. La misura è operativa: le domande si presentano all'INPS.
Riferimenti normativi: art. 1 del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62; art. 2 del regolamento (UE) n. 651/2014; circolare INPS n. 57 del 14 maggio 2026; messaggio INPS n. 1970 dell'11 giugno 2026.
Di cosa si tratta
Il decreto-legge 62/2026 ha riscritto l'incentivo per l'occupazione femminile stabile, ampliando in modo sensibile la platea delle lavoratrici la cui assunzione dà diritto allo sgravio. La misura è finanziata dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027, ed è diventata operativa con le istruzioni dell'INPS di maggio e giugno 2026.
A differenza dell'esonero previsto dalla legge di bilancio per la generalità delle assunzioni, questo beneficio è già utilizzabile.
Chi può fruirne
Tutti i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, compreso il settore agricolo. È esclusa la pubblica amministrazione.
Per quali assunzioni
Assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026. Rientrano il part-time e la somministrazione a tempo indeterminato. Sono esclusi il lavoro domestico, l'apprendistato e il lavoro intermittente.
Le lavoratrici devono rientrare, alla data dell'assunzione, in una di queste tre situazioni:
- molto svantaggiate, perché prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti;
- molto svantaggiate, perché prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 12 mesi e appartenenti a una delle categorie indicate dalle lettere da b) a g) della definizione di "lavoratore svantaggiato" del regolamento UE 651/2014;
- svantaggiate, perché rientranti in una delle categorie dalla lettera a) alla g) della stessa definizione.
Le categorie del regolamento comprendono, tra le altre: chi è privo di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, chi ha tra 15 e 24 anni, chi non possiede un diploma di scuola media superiore o professionale, chi ha più di 50 anni, gli adulti soli con una o più persone a carico, chi è occupato in settori con una disparità di genere superiore al 25 per cento appartenendo al genere sottorappresentato, e chi appartiene a una minoranza etnica con necessità di rafforzamento linguistico o professionale.
Quanto vale e quanto dura
L'esonero è pari al 100 per cento dei contributi previdenziali a carico del datore, esclusi i premi INAIL. Resta ferma l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, quindi la posizione previdenziale della lavoratrice non è penalizzata.
Il massimale è di 650 euro mensili per ciascuna lavoratrice, che salgono a 800 euro per le assunzioni nelle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna, Marche e Umbria).
La durata cambia in base alla categoria: 24 mesi per le lavoratrici molto svantaggiate, 12 mesi per quelle svantaggiate.
Come si ottiene
La domanda si presenta in via telematica dal Portale delle Agevolazioni dell'INPS. L'esonero si espone poi nei flussi Uniemens con i codici indicati dall'istituto. Gli arretrati maturati dall'inizio dell'anno seguono le modalità di recupero definite dal messaggio n. 1970/2026.
Trattandosi di una misura a risorse limitate, l'ordine di presentazione delle domande può fare la differenza.
Cosa significa in pratica
Un'azienda che assume a tempo indeterminato una donna di 52 anni disoccupata da otto mesi rientra nella categoria "svantaggiata": esonero totale dei contributi a proprio carico per dodici mesi, entro 650 euro mensili. Se la stessa persona fosse priva di impiego regolarmente retribuito da oltre ventiquattro mesi, la durata salirebbe a ventiquattro mesi.
Il punto di attenzione
Restano applicabili i principi generali in materia di incentivi all'occupazione previsti dall'art. 31 del D.Lgs. 150/2015: l'agevolazione non spetta quando l'assunzione costituisce attuazione di un obbligo preesistente, quando viola un diritto di precedenza, o in presenza di sospensioni e licenziamenti nella medesima unità produttiva nei periodi rilevanti. Sono i profili su cui l'INPS effettua i controlli, ed è dove si concentra il rischio di recupero del beneficio.
Aggiornato all'8 settembre 2026. Le agevolazioni contributive dipendono da decreti attuativi e istruzioni amministrative che possono modificarne requisiti e modalità: prima di assumere decisioni conviene verificare lo stato della misura alla data di interesse.
Contenuto a carattere informativo, che non sostituisce la consulenza legale sul caso concreto. Per una valutazione della propria situazione è possibile contattare lo Studio.
Tag: Incentivi, Bonus donne, Esonero contributivo, Assunzioni 2026